ConceiCIAO

La situazione nel Milan ed intorno al Milan assume toni grotteschi.

Forse Cetto La Qualunque sarebbe riuscito con i suoi modi empirici a gestire meglio questo Milan dove in effetti capita “la qualunque”.

Ripercorrere tutto quello che è successo quest’anno diventa persino un esercizio inutile, chiudere la stalla quando i buoi sono ormai solo più un ricordo non ha nessun senso bisogna affrontare la realtà difficile in cui i rossoneri si sono cacciati da soli.

Aggiungiamoci come è ovvio che sia in questi casi la contestazione dei tifosi ed il panorama è completo: non c’è più nulla che va per il verso giusto.

Partiamo da una dirigenza che molto all’americana ha deciso di gestire gli acquisti dei giocatori seguendo improbabili algoritmi riferiti ai calciatori. L’allontanamento di Maldini non tanto per le sue riconosciute capacità, ma per aver dato il via al nuovo corso scellerato, è la pietra miliare della situazione del diavolo.

Da li in poi è tutta discesa.

Ibra ci rendiamo conto tutti che non ha la minima idea di cosa voglia dire gestire un gruppo, se poi queste “risorse umane” sono composte da ragazzi ricchi un po’ viziati e convinti di essere quanto di meglio si possa trovare in giro, la gestione già difficile diventa impossibile.

Ripensando ora a Theo e Leao che nel cooling break stanno dall’altra parte del campo e spalleggiati da Tomori ed Abrham, dando il via all’autogestione, proviamo tenerezza per quel povero diavolo di Fonseca che si è ritrovato a gestire una banda di matti senza il minimo supporto di chi nel Milan dovrebbe comandare.

Conceicao oggi sinceramente invece ci fa proprio un po’ pena, nel senso buono del termine. Il dialogo con chi fa di testa sua a poco serve, il pugno duro ancor meno e se ci aggiungiamo pure qualche idea confusa e l’obbligo di dover far giocare calciatori come Joao Felix, bravo per carità, ma un mattatore libero in una squadra di solisti indisciplinati, il quadro è completo.

Ora si potrà anche cambiare di nuovo l’allenatore, ma le teste dei presunti campioni quelle non si possono cambiare e quindi l’unica soluzione è quella di rifondare completamente tutto, gettando un buon cemento per le fondamenta e scegliendo di fare cassa per quello che si puo’ liberandosi delle “mele marce”.

Un buon inizio è sicuramente quello di prendere finalmente un Direttore Sportivo, pensionare l’algoritmo, lasciare dall’altra parte del campo a dissetarsi da soli le teste matte, avvisando i loro procuratori che si diano da fare anche loro per trovare una soluzione alternativa ai loro assistiti e cercare un Mister d’esperienza in stile Ranieri della Roma.

41 punti dicono al Diavolo che la categoria è salva e la possibilità di giocarsi l’ingresso in Europa attraverso la Coppa Italia a questo punto diventa l’unica priorità ed anche l’unica competizione su cui puntare.

Poco o tanto che sia, come nel gioco dell’Oca si ritorna al punto di partenza e con tanta pazienza si rincomincia parlandosi chiaro da capo. Di sicuro il pulmino dei partenti a fine stagione deve essere bello pieno.

Post scriptum: Ma che brutta era la maglia del Milan di ieri sera? Deve essere stata concepita in una notte in cui lo stomaco era a pezzi per aver mangiato un Kilo di peperonata. E’ sembrata quasi una presa in giro per lo striscione dei tifosi in sciopero

Redazione

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