Si fanno gli scongiuri a napoli in perfetto stile partenopeo.
Una città in attesa con il cornetto in tasca anche se il vantaggio minimo, ma pur sempre vantaggio, lascia ben sperare.
Napoli è pressoché divisa in due: quelli che “finché non vedo non credo” e quelli che invece si lasciano andare all’ottimismo. “Avete visto che è successo domenica, noi due traverse e un palo, l’Inter ha preso gol a tempo scaduto. Il calcio è strano…”, dice uno.
“Si vince. Contro un Cagliari già salvo si vince per forza e si festeggia”, risponde l’altro.
Mancano poche ore, ma qui il tempo pare non passare mai. “Non ce la faccio più”, si sente dire in dialetto stretto. Non da una persona, da tutti.
E se ci palesiamo, chiedendo un commento “ufficiale” su quello che accadrà domani sera, è fuggi fuggi generale: “Non succede niente domani, a che vi riferite?”. Sì, certo. Fanno così negozianti, ristoratori, tassisti, ma anche i cosiddetti tifosi vip. “Preferisco non parlare adesso, scusate, ma è troppo presto”, è la risposta più gettonata comprensibile, ovviamente.
Dita incrociate, cornetti, aglio, statuine ed il classico appello a S.Gennaro e al momento silenzio.
Ma è tutto pronto per “scatenare l’inferno”.
