Spalletti rinuncia al contratto onore a lui per le dimissioni ma gli errori restano.
Spalletti rinunciando ai 13 mesi di contratto rimanenti ha ottenuto la possibilità di poter annuciare lui il suo esonero. Onore a lui in un mondo dove le dimissioni sono del tutto scomparse, bisogna dargli atto che la sua integrità ne esce rafforzata, mai ne avesse avuto bisogno.
Che lui fosse tutto di un pezzo questo è sempre stato chiaro a chiunque, che le sue idee di gestione e di gioco fossero spesso figlie più dell’umore ed influenzate dalla sua spiccatissima permalosità anche questo è palese.
Non siamo mai stati “pazzi” per lui e per la sua proposta di gioco, ma francamente crediamo che in classifica in questo momento sia davanti solo a Mancini fatto fuori dalla Macedonia del Nord e scappato inseguendo i petrol dollari dalle sue responsabilità.
Troppo umorale e troppo complicato per poter essere un CT della Nazionale che per prima cosa deve essere un fine tessitore della trama che fatta dai fili del gioco, delle scelte, dell’essere psicologo, papà a volte duro ma sempre accogliente ed anche politicamente corretto nelle sue decisioni.
Arriverà Ranieri? Ottimo ma, fossimo stati in lui avremmo lasciato perdere. Avremmo preferito Pioli con un contratto a lungo termine, ma come è ovvio che sia non siamo noi a decidere.
Intanto questa sera andrà in scena l’ultima passerella di Spalletti che francamente ci saremmo risparmiati perché ancora una volta il protagonista sarà lui al posto della partita. E visto l’andazzo RAI sarà uno show fatto di amici, rimpianti e di gente che non l’ha capito.
Ma qua il problema è un’altro … BISOGNA QUALIFICARSI.
Quindi più che Spalletti ed il suo Red Carpet, ci aspettiamo da Barella & Soci una prestazione maiuscola, all’ultimo sangue con gol a grappoli senza subirne, salvando così anche loro un po’ di onore perso nell’ultima indecente partita.
