Il Presidente della Federazione è alla ricerca del profilo giusto per la Nazionale.
Ranieri se doveva convincersi della bontà della sua scelta nel rifiutare la Nazionale è bastato leggere qua e la i commenti della stampa, per capire che mai scelta fu così azzeccata.
Da ieri è iniziata la caccia alle streghe nei suoi confronti, ora sembra che se l’Italia per la terza volta consecutiva non andrà ai mondiali la colpa sarà tutta sua, non di Mancini che è scappato di notte con la valigia piena di soldi, nemmeno di Spalletti che si è attorcigliato su se stesso, ma sua perché a detto di no alla Patria.
Ma per cortesia.
Tutti fenomeni pronti a riempirsi la bocca con l’onor di patria quando tocca agli altri. E chiudiamola qui perché se no fra un attimo ci prende il nervoso ed il discorso scivola in politica e costume italico.
Intanto è partito il tam-tam degli schierati per riabilitare il buon nome di Mancini, riempiendo le colonne del web e della carta stampata su come bisogna dargli un’altra possibilità. No grazie!
Il casting prevede ora l’esame degli ex Campioni del Mondo del 2006: da Gattuso a Cannavaro, da De Rossi a Pirlo … dire che non ce ne piace nemmeno uno è dire poco e se vale la simpatia allora votiamo per Ringhio, ma la prospettiva sembra veramente bassa.
Già che ci siamo perché non Thiago Motta, il curriculum è più o meno lo stesso.
Ranieri e Pioli dicono di no per motivi diversi ma è evidente che nessuno muore dalla voglia di prendersi carico di questa congrega di fenomeni che che razzolano in campo con la maglia azzurra. Per loro l’amor di Patria conta poco.
La situazione è discretamente bruttina e la ricerca del Cagliostro in grado di trasformare il piombo in oro è destinata al fallimento se non si parte dal fatto che è ora di uscire dai soliti nomi logori e con poca voglia e non si vanno a cercare giocatori con fame e voglia di arrivare.
Certo ci va qualcuno che li guidi senza andare a cercare fantasiosi schemi, inserimenti da ditro e possesso palla sterile, magari con qualche ala che salti l’uomo e che crossi per qualche spilungone, sarebbe già un passo avanti.
Come dicono quelli che di calcio un po’ ne capiscono, senza tanta filosofia inutile, un buon portiere, un buono “Stopper”, uno che pensi e che abbia dei piedi discreti e uno che la metta dentro, la base da cui partire. Glia altri a correre e girargli intorno.
Il portiere c’è Donnarumma, lo “stopper” pure Buongiorno, uno che pensi forse Ricci, e quello che segna Kean.
Ecco agli altri come Barella ad esempio dovrebbe essere chiesto di fare legna e mettersi a disposizione, anche perché da quando si è messo a fare il fenomeno che indica agli altri cosa devono fare, rimanendo fermo non serve più a nulla. Ma è solo un esempio.
Siamo curiosi di vedere che cosa combinerà Gravina e vogliamo dargli solo un paio di consigli: Mancini per carità no e magari i ragazzi del 2006 lasciamoli stare. Poi per fortuna non siamo noi a scegliere.
