Mondiale per Club … perplessità

E’ iniziato il tanto strombazzato Mondiale per Club ma al momento non ci sembra tutta sta bellezza.

Certo è la prima edizione, sicuramente il fuso orario non aiuta, i gironi sembrano un po’ troppo sbilanciati, alcune squadre un po’ troppo dopolavoristiche, al momento diciamo pure che non ci sembra tutta questa bellezza.

Quando inizia una nuova competizione, alla sua prima edizione, gli interrogativi sono sempre tanti e se avevamo dei dubbi su cosa ci avrebbe riservato la SuperLega, questi dubbi e perplessità si ripresentano concretizzandosi.

Al momento diciamo che ne avremmo fatto sicuramente a meno, un po’ come la Nations League vinta dal Portogallo in mezzo all’indifferenza persino dei portoghesi. Troppo calcio, troppe manifestazioni utili solo a fare cassetta.

Mangiare un’aragosta, con quello che costa, è un’esperienza culinaria, ma se nel menù c’è sempre e solo quella dopo una settimana di aragoste non ne vogliamo nemmeno più sentir parlare, anzi ci vien da dire che il rimpianto per una pasta e fagioli con un filo d’olio a crudo, crostini e parmigiano ci sembrerà una super delizia da ristorante stellato.

Ma del match River Plate – Urawa Red Diamonds ci interessa qualcosa? Sinceramente potendo scegliere ci guarderemmo il Playout di ritorno Salernitana-Sampdoria che almeno ci racconterebbe qualcosa del tipo lotta & passione.

Ci viene proposta la partita migliore del giorno e ringraziamo per la possibilità di vederla gratis, ma guardare Chelsea-Los Angeles (10 minuti siamo durati) ci ha fatto sentire fuori luogo, cioè ci siamo chiesti: ma perché la stiamo guardando? Sicuramente quando si arriverà ai quarti o le semifinali magari con un’italiana l’interesse crescerà, ma non ne siamo così certi.

E meno male che lo fanno una volta ogni 4 anni perché sinceramente … anche basta.

Ma quei bei tempi con le foto dei calciatori in vacanza a Formentera, con il calcio mercato che impazza, con i ritiri che partono e le prime amichevoli contro il Renate o il Gubbio, un po’ ci mancano. Manca un po’ del fascino dell’attesa, del campionato vinto in estate, dei sogni dei tifosi su un futuro che non si concretizzerà forse mai, delle gite in montagna con altri tifosi per vedere la maglia della propria squadra muoversi sul campo e la sera a cena fra canederli e pizzoccheri raccontarsi un po’ di calcio.

Si forse siamo un po’ esagerati ma sinceramente vale proprio il detto il troppo stroppia.

Redazione

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