Non bisogna fasciarsi la testa dopo la manita presa dal City ma essere positivi.
Cercare qualcosa di buono nei cinque gol persi dalla Pep Band non è facile, ma a ben vedere qualche cosa di positivo c’è.
Innanzi tutto diciamoci la verità questa Coppa del Mondo per Club che sa tanto di Nations League, serve soprattutto a finanziare l’anno che verrà e se finirà ad inizio Luglio contro il Real Madrid, ci verrebbe quasi da dire … meno male.
Un po’ di riposo dopo una stagione logorante e dire ondivaga è dire veramente poco. Si è passati da uno spogliatoio spaccato ed epurato alla rivoluzione totale nel giro di qualche mese e siccome i giocatori non sono proprio delle marionette come dice il procuratore di Weah sbattuto dal calciomercato a destra e sinistra, non è pensabile che non abbiano risentito di tutto questo bailame.
Certo l’autogol di Kalulu, specchio di una stagione sfortunata, ha tagliato le gambe alla squadra che non è riuscita ritrovarsi complice anche un minimo di ricambio effettuato da Mister Tudor, ma in effetti il City è parso nettamente più forte.
Ma vogliamo mettere un Palazzo bello e finito contro un cantiere aperto? Non c’è gara.
In più se ci mettiamo che nella formazione in campo abbiamo visto più giocatori sul piede di partenza che non gente con voglia di lottare, diciamo pure che la lotta era impari.
Ci è piaciuto il carattere di Yildiz che cazzia senza grandi problemi Vlahovic (un mezzo fantasma) avendone però una reazione, finalmente, con Dusan che regala almeno 10 minuti di calcio e non di passerella. Orami sembra quasi un ex giocatore e sinceramente a questo punto sarebbe veramente persino meglio regalarlo a qualcuno.
Comunque qualcosa di buono si è visto e la partita almeno servirà a capire ancor di più dove andare ad operare per dare il boost giusto ai bianconeri.
Per dirla con uno scontato proverbio: non tutti i mali vengono per nuocere.
Prima si torna a casa e si programma bene e meglio è.
