Dusan Vlahovic e la Juventus sempre più prigionieri l’uno dell’altra.
La vicenda di Dusan il terribile e della Juventus che si sentendosi tradita non vuole nemmeno più vederlo, potrebbe essere anche una trama di un film del Trio Aldo Giovanni e Giacomo se non fosse che è più reale di un re.
Da una parte partono le accuse di venalità spinta all’eccesso e dall’altra si risponde con il muso e con capricci che sembrano sempre più inutili e dannosi per tutti.
Lo vediamo purtroppo tutti i giorni in vicende ben più gravi, come la capacità di dialogo e la volontà di trovare un accordo siano solo più delle chimere impossibili da raggiungere, ma qui parliamo in fondo di una palla che rotola e di parecchi soldini e non di veri e propri drammi.
Ci vorrebbe la volontà di entrambi per trovare una soluzione, anche perchè non ci sarà un lieto fine se le cose dovessero andare avanti così: uno offeso e l’altra … pure.
Passateci il paragone, visto che ormai il tennis è diventato sport nazionale come lo sci al tempo di Tomba o il motociclismo al tempo di Vale Rossi. Sinner perde a Parigi con il rivale, Alcaraz, che aizza il pubblico nella speranza riuscita di fargli sbagliare il match point.
Ma qui, intelligenza, educazione e carattere del ragazzo di montagna viene fuori: sorrisi e autocritica, impegno e rivincita ed alla fine tutti comunque soddisfatti.
Potrà essere felice Dusan il terribile di ritrovarsi a scaldare panchine, continuamente circondato da musi lunghi, sguardi sfuggenti, imbarazzo e mugugni? Facile dire di no.
Potrà essere felice la Juve nel non poter cambiare strada dopo essersi accorta che quella intrapresa non portava da nessuna parte e per ripicca gestire un malcontento che potrebbe anche essere contagioso? Ovviamente no!
Ci vorrebbe un po’ di buona volontà nel volersi per lo meno incontrare, magari a metà strada o su per giù, per mettere fine ad una situazione che più passa il tempo e più si incancrenisce. Bisognerebbe che i procuratori facessero non solo gli interessi economici ma anche quelli dell’anima del loro assistito e consigliarlo bene e dall’altra parte accettare che le scelte sbagliate purtroppo hanno un costo anche se non lo si vuole pagare.
Uno triste da una parte che si consola guardando l’estratto conto e gli altri che pensano “muoia Sansone con tutti i filistei” … ma ha senso? No non ce l’ha.
Forse realmente dovrebbero chiedersi prima se sono felici e poi capire ed agire di conseguenza, anche perchè così non si va da nessuna parte. Uno sforzo da parte di entrambi e poi ognuno per la sua strada e finalmente con il sorriso.
