Ma com’è possibile che la moto di Bagnaia abbia sempre qualche problema?
Ormai si sta rasentando il ridicolo in Moto Gp e questo è assolutamente il nostro pensiero, suffragato dalle tante troppe magagne che affliggono il due volte campione del mondo Pecco Bagnaia.
La nostra tesi che mette sul banco degli imputati Dall’Igna e a seguire ovviamente perchè non potrebbe non essere così, Tardozzi.
La scorsa stagione con Martin che vince il Campionato del Mondo con una Ducati non ufficiale, grazie anche a qualche errore di troppo di Pecco, ha scavato un solco invalicabile fra chi comanda in Ducati e Bagnaia.
Pensiamo anche che una volta saputo dell’ingaggio di MM93 Pecco la scorsa stagione abbia perso tranquillità sentendo chiaramente la sfiducia intorno a lui.
E così ci ritroviamo oggi con un Marquez a cui è stato tolto il rivale principale ovvero Pecco. Non è possibile che la moto sia così cambiata da non consentire a Pecco di competere mai. Troppo facile dare la colpa sempre e solo al pilota.
C’è qualcosa sotto!
Come fa la Ducati a non creare un assetto adeguato al suo pilota n°2? Non è possibile a meno che non lo si voglia.
Dispiace non sentire dai Guru commentatori, impegnati a stare in piedi sul divano, domande serie al Gigi Barbetta del tipo: ma perché non gli date la moto con l’assetto della scora stagione? Marquez sarà anche un fenomeno ma se il suo avversario migliore resta il fratellino o Bezzecchi su di un’ Aprilia che si è fatta scherzare nella gara di ieri.
Già era davanti il Bez ma Marquez ha detto chiaramente che lo ha lasciato stare li davanti senza prendersi rischi per poi passarlo (e abbandonarlo) quando ha deciso di farlo, tanta è la superiorità della “Moto Rossa”.
Ma gliela volete dare una moto che funzioni? Così tanto per vedere qualche cosa di diverso dal Campionato dei fratellini. Spagna e spagnoli solo e sempre.
Siamo convinti che il prossimo anno Bagnaia partirà verso altri lidi e che Alex Marquez approderà la dove praticamente già è: sulla moto ufficiale.
In ultimo una cosiderazione: la moto rossa. Va bene Leclerc che parli di macchina rossa come un mito inseguito da bambino, ma che lo faccia Marquez per ingraziarsi i tifosi italiani decisamente meno.
Tanto i Ducatisti sono una categoria a parte, ultras della loro marca del cuore (anche giustamente per carità) indipendentemente da chi la cavalca, a meno che non sia l’ex VR46.
