Una Manita in faccia

All’esordio in campionato il Toro rimedia una figuraccia.

E’ vero che la memoria nel calcio è piuttosto corta, ma per chi come i tifosi del Toro si aggrappa proprio alla memoria per cercare una soddisfazione o anche solo il motivo per continuare a voler bene a questa squadra, sarà difficile dimenticare l’ennesima figuraccia rimediata.

Il 5 a 0 a S.Siro lascia attoniti i tifosi, non tanto per la sconfitta che era più che pronosticabile, ma per la modalità con cui è arrivata. Questa squadra ieri sera è parsa fra le più deboli e sconclusionate delle tante viste nell’era Cairo.

Il solco nel rapporto fra Presidenza e tifoseria si è allargato ancor di più ed il mantra aziendale ovvero di avere sempre almeno tre squadre più deboli dopo di te, in questa stagione appare difficile da attuare.

Evidentemente nella testa di Cairo e Vagnati c’è il pensiero che comunque Cremonese, Pisa, Lecce, forse Parma, Verona, Sassuolo e Cagliari siano inferiori al Toro e che quindi con un colpo al cerchio ed uno alla botte l’obiettivo di classificarsi fra il 13° ed il 10° posto fosse una cosa semplice.

Ma questa volta le neo promosse hanno dimostrato di essere più toste del previsto e le altre proseguendo nel progetto dell’anno prima, si sono dimostrate più quadrate di quanto ci si aspettasse e persino il Lecce che ha cambiato guida tecnica ha fatto vedere a Genova di non essere una Cenerentola.

Quest’anno sarà dura.

E’ mancato il carattere soprattutto, ovvero quello che ti aiuta quando sei inferiore tecnicamente, quello che di fronte allo strapotere degli avversari fa si che tu riesca a rendere la vita difficile a chiunque.

Se il buongiorno si vede dal mattino il povero ed incolpevole Baroni riuscirà a mangiare il panettone? Già perché ovviamente Cairo non si esonererà da solo e il fido scudiero Vagnati (ma quanto ci sarebbe da dire) rimarrà ben saldo al suo posto a dire sempre signorsì. A meno che la situazione non degeneri a tal punto da esplodere in mano al gestore.

Il marchio, il brand, del Toro è in continua discesa da anni. Sono lontani i tempi delle vittorie e persino il tanto criticato (a torto) Ventura dovrà essere rivalutato da quelli che lo chiamavano Vate prendendolo in giro.

Tanti troppi i giocatori di qualità passati e venduti per cifre favolose e tanti i soldi sprecati in mezzi giocatori strapagati per il loro valore. Ed è proprio questo che stride nella gestione Cairo, ovvero come fa uno che è attento anche ai fogli di carta che si stampano a buttare via risorse senza ottenere nulla … ma proprio nulla, anzi a perderci costantemente in numero di tifosi ed introiti da essi ricavati.

Suonano ridicole le parole:”Quando sono arrivato non c’erano nemmeno i palloni“, dimenticandosi che il Toro fu acquistato per nemmeno 200.000 Euro dai Lodisti, facendo cacciare dai “tifosi” Giovannone che sicuramente non avrebbe fatto meglio ad onor del vero.

Comunque il primo capitolo di questa stagione va in archivio e vedremo se l’altro mantra aziendale: “piegati giunco che passa la piena” anche questa volta avrà il suo perché.

Di sicuro andando avanti in questo modo con una frattura sempre più ampia fra proprietà e supporters, di gente che avrà voglia di affezionarsi al Toro ne vedremo sempre di più in giro. Peccato un vero peccato perché basterebbe così poco per far andare bene le cose.

Ribadiamo il concetto che i soldi spesi vengono spesi proprio ma proprio male e la comunicazione verso i tifosi è disastrosa.

Redazione

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