Nerazzurri sull’ottovolante e dopo la sconfitta le domande sono tante.
Se basta perdere una partita per rimettere in discussione tutto allora vuol dire che tanto tanto bene non si è lavorato in casa nerazzurra: la brutta sconfitta contro l’Udinese fa riemergere le vecchie magagne della squadra, lacune non colmate dal mercato.
In tre mesi di mercato l’Inter ha fatto poco o niente per cambiare i propri connotati e migliorare una condizione di partenza con limiti chiarissimi: le tre priorità erano rappresentate dall’arrivo di un difensore giovane, di un attaccante che sapesse saltare l’uomo e di un centrocampista dotato di intensità e fisicità.
Ma questa sera il mercato sarà ufficialmente chiuso e quasi con ogni probabilità i problemi di ieri continueranno a esistere oggi, considerando quelle che sono state le operazioni condotte dai dirigenti di Viale della Liberazione e che domenica il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, ha dichiarato chiuso il mercato dei nerazzurri.
Interrogato in conferenza stampa, il tecnico rumeno spiega come vorrebbe vedere la sua Inter, ma evidenzia il fatto che non gli rimane altro che provare a cambiare certe cose con il solo materiale che ha a disposizione, visto e considerato che non vuole infilarsi in quelle che lui chiama “supposizioni del mercato”.
Cristian Chivu evita l’argomento come fosse un tabù o molto più probabilmente come a non voler fare un torto alla dirigenza che ha scommesso su di lui: “Parlo che calciatori che ho, devo far funzionare quello che c’è. Non posso stare sulle supposizioni, poi è normale che all’Inter ci sia ambizione ma parlo dei calciatori che ho e vorrei allenarli al meglio dal primo all’ultimo”.
Oaktree è molto ferma sulla questione: per aggiungere bisogna cedere, fatta eccezione per la punta.
Ma presentati i 45 milioni per Lookman (almeno loro così dicono) e incassato il no dell’Atalanta, l’Inter non ha più provato a comprare nessun altro attaccante con le caratteristiche del nigeriano. Lo stesso discorso vale per il difensore giovane che si erano ripromessi di comprare: niente da fare, anche perché nel frattempo Palacios è rimasto a Milano.
L’Inter si è messa in attesa, ferma ad aspettare che qualcuno proponga l’affare del secolo, ma riuscirci all’ultimo giorno… sembra più che altro attendere un miracolo.
