Il Milan rischia di nuovo di perdere con una piccola l’attacco è un problema.
C’è un grande Milan, capace di regalare ai suoi tifosi serate epiche contro avversarie importanti: Inter, Napoli, Juventus.
Poi c’è un piccolo Milan, che perde la bussola e la pazienza quando deve affrontare le neopromosse oppure, come nel caso del Genoa, squadre che sanno già di dover soffrire fino all’ultima giornata per salvarsi. Poteva essere la giornata giusta per mettere pressione all’Inter, invece dopo il Napoli, anche i rossoneri hanno pareggiato in casa, regalando respiro alla capolista.
Serata gelida e strada, quella vissuta dai rossoneri a San Siro, serata in cui le disposizione difensiva di De Rossi e le parate incredibili di Leali sembravano impossibili da neutralizzare.
Alla fine il Milan l’ha raddrizzata con uno dei suoi giocatori meno convincenti (Leao) salvo poi vedersi graziare in pieno recupero dal dischetto.
Il ritornello in casa Milan è sempre lo stesso: contro le squadre di seconda o terza fascia diventa sempre tutto più difficile. Un difetto evidenziato fin dalla prima giornata con la sconfitta interna contro la Cremonese, una lacuna mai colmata del tutto.
I rossoneri prima dei due punti lasciati sul campo contro il Genoa hanno perso sei punti preziosi contro Parma (in trasferta), Pisa e Sassuolo (a San Siro).
Numeri che stridono parecchio con quelli degli scontri diretti, nei quali il Milan ha sempre dimostrato di essere una squadra degnissima di lottare per lo scudetto.
33 tiri in porta di cui ben 8 chiare occasioni sono numeri che avrebbero dovuto portare il bottino pieno, al Milan manca il Killer d’Area capace di concretizzare la mole di lavoro fatto e questo in ottica lotta per il titolo è sicuramente un handicapp che può costare carissimo.
