Infuria la polemica sul CT di ritorno e le scelte di Malagò.
Il Corriere della Sera racconta il malumore dei presidenti di Serie A dopo la scelta di Giovanni Malagò di nominare Roberto Mancini commissario tecnico della Nazionale e Claudio Ranieri direttore tecnico.
I club sono furiosi: hanno guidato la candidatura di Malagò a presidente federale e si sono spesi per trascinare le altre componenti a fargli vincere il confronto con Giancarlo Abete. Come minimo si sarebbero aspettati di essere coinvolti in un processo decisionale così delicato e che avrà effetti per i prossimi quattro anni.
I presidenti si erano detti disponibili anche a contribuire a parte dell’ingaggio di Antonio Conte, ritenuto il tecnico ideale per ripartire dalle macerie. Quando ieri in consiglio federale ha proposto Mancini, il presidente della Lega di A, Ezio Simonelli, ha stroncato l’idea.
Non tanto per il nome in sé dell’allenatore che viene considerato affidabile dal punto di vista tecnico, ma proprio per il metodo con cui è stato scelto.“Nasce la Nazionale, sezione Roma Nord” è una delle battute più gettonate nel primo pomeriggio di martedì quando i presidenti della serie A, attoniti, hanno preso atto della scelta avvenuta. “Nel nome dell’amichettismo, del padel e del calcetto” fa notare qualcuno.
Poi è stata diffusa una nota nella quale è emerso il senso di responsabilità dei club.
Rivolgendo gli auguri di buon lavoro a Mancini e a Ranieri la Lega ha ritenuto che “dopo ore intense e certamente non semplici”, la decisione sia ora appoggiare la bontà della scelta.
“È importante adesso guardare avanti con unità e spirito di collaborazione”. Malagò si è preso la responsabilità delle sue scelte, ora sa che nessun errore è ammesso.
