Forse me ne vado

Gasperini al termine del match che vale l’Europa League annuncia il trasferimento?

Il primo pensiero quando Gasperini usa come termine di paragone la famiglia e una bella amante è andato a Mourinho. I colori sono gli stessi, nerazzurri, la situazione quasi identica il finale lo sapremo a breve giro di posta.

Ora sul termine di paragone sorvoliamo, con uno sforzo nemmeno troppo grande si poteva fare di meglio, quello che lascia un pò perplessi è come mai non riescano alcune persone a godersi il momento senza rovinare la festa a chi li circonda.

Immaginiamo che a Bergamo ultra felici per un successo di cui capiremo l’importanza probabilmente più in là nel tempo, non siano stati troppo felici di sentire il loro condottiero dire che ha trovato una bellissima amante e che con ogni probabilità saluta tutti sul più bello.

Il secondo pensiero è stato quello per Ranieri. Come stridono le due vicende messe vicine: amore eterno al Cagliari sulle orme di chi sulle fondamenta di quell’amore ha costruito la sua vita, Gigi Riva e il Gasp che prende forse una sbandata e se ne va cercando soddisfazioni più grandi.

Cosa ci può essere di più soddisfacente di vedere la propria “creatura” crescere e vincere, e cercare di rivincere ancora?

Evidentemente a Gasperini l’esperienza all’Inter che lo esonerò dopo poco non è mai andata giù. Probabilmente l’etichetta di Mister che vince solo con le piccole non piace proprio per niente. Dove andrà il Gasp ora?

Magari alla fine rimarrà all’Atalanta ed in fondo ce lo auguriamo, si dice Napoli e ci pare un bel salto nel vuoto vista la situazione partenopea con un Presidente che sì ha fatto molto per la sua squadra, ma che a differenza dei Percassi è un pò troppo ammalato di protagonismo.

Eravamo certi che il Gasp avrebbe rinunciato al Nerazzurro solo per sostituirlo con il Bianconero ma evidentemente la sperata (?) chiamata non è mai arrivata.

Comunque indipendentemente dalle amanti o dalle ville con vista mare, complimenti al Mister per un’impresa che sa un pò di Leicester, un po’ di Verona/Sampdoria/Torino/Cagliari insomma ha quel gusto buono di una vittoria ottenuta da chi non vince mai e forse mai rivincerà, ma che ha compiuto un’impresa che resterà nella storia, non solo dell’Atalanta ma di tutto il calcio Italiano.

Redazione

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