Si complica la missione Norvegia

Si ferma anche Kean dopo Gabbia e Locatelli ed il rifiuto di Acerbi e siamo a – 4.

Non che Spalletti abbia gli uomini contati, certo che questa trasferta Norvegese da cui dipende molto del passaggio “istantaneo” nella lista dei partecipanti al Mondiale 2026 (sempre che Trump non metta un dazio anche su quello).

La formazione che gira fra gli addetti ai lavori non è delle più rassicuranti perché oltre agli infortunati ci sono anche gli abbacchiati interisti di ritorno dalla scoppola Champions che, giustamente, hanno il morale sotto le suole e la voglia di correre pari a quasi zero.

E’ arrivato Rugani a dare man forte e magari giocherà pure, anche se al centro della difesa è previsto Coppola, smentendo ancor di più il lavoro fatto sulla difesa bianconera dall’accoppiata vincente “Vinovo Corre” Motta & Giuntoli.

Davanti Spalletti metterà il solo Retegui a fare più che l’attaccante la sponda per gli inserimenti (?) di Frattesi o forse Raspadori, Barella e Tonali … insomma le polveri sono veramente un po’ bagnate.

Se il buongiorno si vede dal mattino diciamo pure che la giornata del CT non è cominciata benissimo tra rifiuti ed infortuni ci aspettiamo una partita di sofferenza contro la Norvegia che in fondo ha due fuoriclasse Odegaard (Arsenal) ed Haaland (Man. City) e tutti gli altri onesti gregari, quindi non un avversario insormontabile.

Ma tant’è e tanto basta per rendere questa trasferta difficilissima, con un avversario quasi insormontabile.

Questo però ci porta a fare una considerazione di fondo. Siamo stati eliminati dalla Macedonia del Nord con Mancini in panca, abbiamo i brividi contro la Norvegia con Spalletti, ma allora Ventura che è stato buttato fuori prima dalla Spagna e nei Playoff dalla Svezia che se non ricordiamo male è arrivata ai quarti, non è stata quella sciagura infinita che tutti hanno dipito.

Se le premesse sono queste ci guarderemo un altro mondiale senza Italia o se dovessimo andarci faremmo la fine dell’ultimo Europeo dove abbiamo detto alla fine che forse era meglio stare a casa.

Redazione

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