Caro Tardozzi così NO

Il pubblico del Mugello fischia Marquez e Tardozzi si arrabbia e zittisce tutti.

Ci era diventato simpatico quando si era messo a fare l’Ultras ad ogni vittoria di Pecco Bagnaia, ergendosi a difensore dell’orgoglio italico. Un nonnetto pazzo che strepita con la mano che indica numero uno.

E’ anche normale che uno che non riesce a trattenersi alla fine sbrocchi in maniera così vistosa ed antipatica, nella piena convinzione di essere il detentore del verbo motociclistico e voli davanti al pubblico urlando “è rosso … è rosso” e con il dito, quello che indicava Pecco numero 1, davanti alla bocca per zittire gli ingrati italiani che fischiano il semi dio spagnolo.

Mettiamo le cose in chiaro, Marquez non lo reggiamo proprio nemmeno noi, ma questo non vuol dire che non sia un fuoriclasse, bravissimo e con una giuda decisamente di un livello altissimo, ma caro Tardozzi i fischi sono per la persona Marc Marquez che, è davanti ancora oggi agli occhi di tutti, ha fatto la qualunque, spalleggiato dal Carmelo padre e padrone fino ad un attimo fa della Moto GP, per far si che Vale 46 non vincesse il decimo titolo.

Traslando nel calcio sentirete mai i tifosi azzurri incensare la Germania o la Francia? La Spagna no perchè non la si considera anche se fortissima.

Dopo la sua “pagliacciata” con la maglia tirata ed il dito davanti alla bocca per rimediare hanno spedito Marquez con la Bandiera Ducati e non la sua a piantarla sotto la curva dei fans per cercare di rimediare, ma anche qui la figura è stata barbina.

Subito dopo infatti nelle interviste MM93 ammette candidamente che non è andato con la sua bandiera per non offendere e non essere fischiato. La comunicazione questa sconosciuta in casa Ducati.

Per chiudere: chissenefrega se Marquez vincerà 421 titoli correndo fino a 90 anni. Chissenefrega se pianta bandiere come Lorenzo che lo faceva come se stesse giocando a Risiko. Chissenefrega di Tardozzi, di Dall’Igna e della Ducaudi. E aggiungiamoci anche un chissenefregra di VR46.

I commenti in giro per i social e l’web erano tutti uguali: 2015 io non dimentico. Riferito all’uomo e non al pilota.

Dall’Igna comunque non riesce ad essere felice visto che quel rompiballe di Valentino Rossi gli mette una moto su di un podio che doveva essere, nei suoi pensieri, completamente dedicato alla Premiata Ditta F.lli Marquez con Pecco terzo e la testa bassa.

Fra di loro si capiscono bene Il Boss ed il fuoriclasse, alla fine sono uguali: vincere, stravincere e se scatta l’umiliazione meglio.

Redazione

Redazione

TWITTER
Visit Us
Follow Me