Anche quest’anno il Toro vende a molto e compra a poco nella speranza di rivendere poi a molto.
Se oggi chiedessimo ad Emilio Salgari che scrisse di della Tigre della Malesia senza essere mai andato oltre Moncalieri, quindi dotato di una fantasia visti anche i tempi fuori dall’ordinario, di scrivere un libro sul Torino FC probabilmente il titolo di copertina sarebbe: ” La storia triste“.
C’era una volta una squadra che faceva palpitare i cuori per la sua voglia di lottare con il destino avverso sempre e comunque. Prima la tragedia, poi le vicissitudini della vita ed infine una proprietà “strana”, sempre e comunque una lotta con il destino avverso.
Se oggi si parla con un tifoso qualunque granata e ribadiamo tifoso non dipendente della società, ne siamo certi, non troveremo nessuno ma proprio nessuno che sia minimamente soddisfatto di come vanno le cose.
Fare la lista dei giocatori arrivati con una manciata di noccioline e partiti per qualche grammo d’oro è persino inutile ormai e anche quest’anno non si cambia registro: tanto è costato e a tanto è stato venduto ed il 20/25% verrà reinvestito sul mercato … e da qui non si scappa.
Ma fino a qui non ci sarebbe nemmeno troppo da dire. I cordoni della borsa li tiene il proprietario della baracca e quindi lui decide come e quanto deve essere speso.
Il problema è che quando il tuo prodotto per essere venduto deve generare non solo un minimo di gioco ma anche e soprattutto emozioni, allora il discorso cambia.
Quanti tifosi granata si ritrovano per andare ad accogliere il nuovo arrivato di turno? La risposta è sempre la stessa ZERO! Qualcosa vorrà dire questo numero sempre uguale che si ripete ad ogni calciomercato.
La resilienza dei tifosi del Toro è paragonabile solo a quella che hanno quegli imprenditori che si ostinano ad avere un’attività in proprio in un paese che non fa altro che tartassare sempre e comunque.
Ma come si fa ad andare allo stadio a vedere una squadra che se va bene per vincere deve trovare un’Armata Brancaleone peggio della sua?
Il disegno è chiarissimo ancor prima che inizi il campionato, la dead line è questa: ci sono nel campionato che dovrà iniziare almeno tre o quattro squadre peggiori di quella con la maglia granata?
In rapida successione e non per forza in ordine di merito: Pisa, Verona, Cremonese, Parma, Cagliari, Lecce. Queste le avversarie del Torino per la prossima stagione.
Il Pisa si presenta insieme alla Cremonese come “predestinata” per la retrocessione e quindi rimane solo più un posto disponibile per scendere di categoria.
L’obiettivo è quello di fare un punto in più di Verona, Lecce, Cagliari, Parma cercando di rimanere attaccati a Udinese e Genoa il più possibile per dare una parvenza di competitività.
Con queste premesse difficile che pure il grande sognatore Salgari riesca a motivarsi per andare a fare la coda per comprare un biglietto, spendere dei soldi e andare in uno stadio fatiscente, passateci l’esagerazione, costruito con il cemento del Fascio quasi 100 anni fa, dove vedi male e quello che vedi ti fa venire male.
Buon campionato!
