Non c’è trippa per gatti Sinner Reale numero 1 del circuito mondiale.
Tutte le previsioni basate su gli algoritmi dicevano Alcaraz, addirittura in tre set, ed invece abbiamo assistito ad una lezione di tennis, di tattica, di impegno, di attenzione ai dettagli e di forza interiore da parte di Jannik Sinner che non lascia scampo all’avversario.
Ci rideva un po’ la sconfitta del Roland Garros dove il fenomenale spagnolo, aveva messo in campo tutte le sue armi per portarsi a casa un titolo, sicuramente meritato, come lo avrebbe meritato anche Sinner.
Alcaraz l’ha buttata in caciara nel finale dello Slam parigino, aizzando un pubblico contro Alcaraz e questo ha risposto disturbando nei momenti topici il tennista altoatesino che ha, nella loro visione ristretta, il demerito di essere italiano.
Ma quando si perde è inutile recriminare.
Certo e lo ha ammesso pure lui, la batosta è stata grande, feroce sotto molti aspetti, ma … già c’è un ma!
Sinner da bravo montanaro che è in silenzio si è rimesso al lavoro a testa bassa senza ascoltare nessuno, allontanando gli elementi di disturbo (vedi fisioterapista e preparatore), costruendo giorno per giorno quella che non era una vendetta ma una rivincita questo si.
E’ stata un po’ come una finale mondiale di calcio, dove abbiamo smoccolato per ogni “palla persa” ed esultato per ogni contrasto/punto portato a casa.
E proprio come contro la Francia nel 2006, “siamo” andati sotto all’inizio dando così ancora più gusto con una vittoria in rimonta, e che rimonta, che non ha lasciato spazio e speranza ad un Alcaraz che ad un certo punto si è reso conto di essere finito in una strada a senso unico e senza via d’uscita.
Bella partita, ma bello soprattutto il finale, la vittoria.
Ridere e scherzare senza essere ne esagerato ne scontato, ringraziare tutti con gli occhi pieni di felicità, per questo lo abbiamo invidiato molto, non per il titolo ma per la sua genuina gioia che stava vivendo gustandosela.
Peccato per quei francesi disturbatori seriali sui match point del Roland Garros, perchè se fosse andata in maniera diversa al prossimo Slam negli Stati Uniti, Sinner avrebbe potuto giocarsi la possibilità del Grande Slam.
Ma meglio così se no King Trump gli avrebbe piazzato un dazio anche su quello.
