La maledizione degli US Open

Vincere due volte consecutive rimane un miraggio ora tocca ad Alcaraz.

Il nuovo numero uno. A New York ci si chiedeva alla vigilia della finale degli US Open 2025 tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz a chi spettasse la corona. Una partita che potrebbe decidere un destino, ma di sicuro stabilisce un cambio della guardia. Sinner si presentava da campione in carica e con la cambiale di 2000 punti da scontare, mentre Alcaraz aveva un grande margine frutto dell’anonimo 2024 negli States.

Superiore il funambolo di Murcia, in grado coi suoi cambi di ritmo di mettere fuori palla i piani di gioco di Jannik. Sul cemento della Grande Mela lo spagnolo ha dato un seguito al suo 2025 straordinario, col settimo titolo in bacheca e il 2° Slam stagionale dopo il Roland Garros. Sconfitto a Wimbledon dal pusterese, l’iberico ha capito che bisognava trovare un ordine nel suo tennis fascinosomeno colpi da highlights e più praticità, nella consapevolezza di raggiungere vette tennistiche inesplorate.

Jannik non in grado di replicare anche quanto fatto dal menzionato Federer dal 2004 al 2008, ovvero i trionfi in serie a Flushing Meadows. Una sorta di maledizione iniziata dal 2009 in cui nessuno dei giocatori che ha posto il proprio nome nell’albo d’oro ha saputo replicare. Ci proverà Carlitos nel 2026 a spezzare l’incantesimo e a rafforzare il suo status d’elite.

Redazione

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