Fa molto discutere il comportamento dei giocatori e dei media Israeliani.
Post partita infuocato quello di Israele Italia.
Anche se a a caldo è abbastanza normale, quando ti vedi sfuggire un risultato ormai acquisito per un “gollonzo” subito all’ultimo secondo, che gli animi siano un po’ troppo accesi, non è normale che a freddo i media ed i giocatori israeliani mettano in scena un “piagnisteo” come quello a cui abbiamo assistito.
Insultati e presi in giro e “ci sta” che qualche parola di troppo sia volata, ripensando a Zidane che rifila la magica testata a Materazzi, è nel gioco delle parti che ci si provochi in campo, è sempre stato così e sempre lo sarà … fa parte del gioco.
Quindi il nostro pensiero è che finita la partita dovrebbe essere finito tutto, ma qui c’è qualcuno che si sta portando avanti con i lavori per la partita di ritorno e questa non è di sicuro l’Italia.
Diciamo anche che i giocatori della Stella di David ad inizio partita hanno menato come dei fabbri, corso come dei maratoneti e nessuno, ci sembra, si sia messo a piangere.
Il momento internazionale è molto teso e difficile e senza volersi schierare, perché non è certo questo il luogo, forse sarebbe stato meglio evitare di esacerbare gli animi spargendo, con sottile e furbesca maniera, benzina su di un fuoco che arde in maniera sconvolgente già troppo.
Diciamo che questo falso vittimismo da fastidio, non è nell’ordine delle cose nel mondo del calcio, non sportivo ma del calcio, mettersi a fare le vittime cercando di crearsi dei crediti per le partite successive. Già il fatto di dover giocare in campo neutro dovrebbe suggerire di smorzare i toni evitando di esacerbare gli animi obbligando le persone a schierarsi.
Se non fosse che in palio c’è un obiettivo enorme come la Coppa del Mondo, forse avremmo anche assistito a qualche rinuncia nel voler incontrare Israele in questo momento, non fosse altro che per il rischio di attentati che inevitabilmente visto lo stato delle cose, questi incontri si portano dietro.
Proprio per questo bisognerebbe con intelligenza cercare di mantenere un basso profilo e fare di necessità virtù evitando di creare ulteriori problemi dove proprio non ce ne è bisogno.
Per Gattuso & Company diciamo che spacciare Israele come il Real Madrid forse non è proprio il caso e gli suggeriamo “al prossimo giro” di chiamare Allegri e farsi spiegare che a 5 minuti dalla fine in vantaggio di due gol, andare alla ricerca della differenza reti rischiando di mettere a rischio il secondo posto (l’unico che l’Italia puo’ raggiungere) non è il caso.
Fuori un attaccante e dentro un difensore o un centrocampista in più si finisce 4 a 2 con buona pace di tutti.
