Il Canada è la prima squadra che si qualifica agli Ottavi di finale.
Dire che è stata una bella partita proprio non si può, ma si sa che arrivati a questo punto raramente si assiste ad un grande spettacolo specialmente quando il livello delle squadre non è eccelso.
Sudafrica che rallenta sempre la manovra e cerca le imbucate in contropiede (ma con scarso successo) mentre il Canada cerca di costruire azioni per un attacco spuntato.
Ci ha comunque provato il Sudafrica. Ha opposto all’entusiasmo dei padroni di casa uno straordinario muro difensivo. Non è bastato, perché il guizzo finale, oltre il 90′, è stato quello dei canadesi, che adesso continuano a scrivere pezzi di storia anche se tra i protagonisti in negativo della giornata c’è anche qualche nome conosciuto.
Per primi i canadesi.
Il bianconero David è stato abbastanza simile a quello che noi italiani abbiamo visto per tutto il campionato. Nel primo quarto di gara gli vengono recapitati due palloni invitanti, ma sul primo aspetta a calciare e si fa rimontare da tre avversari, sul secondo la conclusione al volo finisce fuori di parecchio. La tripletta segnata al Qatar sembra lontanissima, la sua partecipazione al gioco della squadra non è sufficiente.
Davies è nettamente il miglior giocatore del Canada, che lo sta aspettando da una vita a causa di un grave infortunio. Entra alla mezz’ora della ripresa, tocca il primo pallone e crea subito un’occasione da gol. Il secondo pallone toccato è un assist per Jonathan David che si decentra troppo e si fa parare il tiro da Williams.
Poi anche un paio di errori, ma dal suo ingresso in campo è tutto un altro Canada.
Eustaquio decide la partita con un destro perfetto dal limite quando ormai sembra che sia tutto avviato verso i tempi supplementari.
Durante la partita si è reso utile come punto di riferimento del centrocampo e come uomo delegato alle palle inattive. Mai molto appariscente, si è presentato nel posto giusto al momento giusto, regalando una gioia immensa a uno dei Paesi ospitanti. Un giocatore che da noi non sfigurerebbe affatto.

Ma ci sono almeno un paio di Sudafricani che hanno meritato.
Mbokazi un difensore vecchio stile, magari non elegante da vedere, ma quasi sempre efficace. Merita una medaglia per un clamoroso recupero su Millar nel primo quarto d’ora di gioco e per un anticipo su David a metà del secondo tempo, ma merita anche grande attenzione per le sue doti di leadership all’interno del pacchetto difensivo. Gli manca qualcosa nel senso della statura, non sicuramente in quello del piazzamento.
Se il Sudafrica chiude il primo tempo senza gol al passivo, lo deve – oltre che all’arbitro Silva Pinheiro molto indulgente su un fallo da rigore nel recupero – anche al difensore Modiba, che riesce a respingere sulla linea un colpo di testa di Bombito diretto in fondo alla rete.
Non è uno di quei terzini che sanno anche dare una mano in fase di costruzione sulla fascia sinistra, però quando c’è da combattere non si tira indietro. Lo vremmo veramente molto bene anche in una Big italiana.
