L’Argentina rischia ma alla fine nei supplementari passa.
L’Argentina conquista gli ottavi di finale, ma che sudata. I tempi regolamentari si sono chiusi sull’1-1 con un favoloso gol di Messi (29′) e il pareggio di Deroy Duarte (59′). Il primo tempo supplementare è finito 2-2, con le reti di Lisandro Lopez (92′) e Lopes Cabral (103′). Solo nel secondo tempo supplementare è arrivato il gol decisivo di Romero (110′) che ha tolto il terrore dagli occhi di Messi. Ora per l’Argentina negli ottavi c’è l’Egitto.

La partita è iniziata proprio come chiunque se la sarebbe immaginata. Capoverdiani barricati davanti alla loro porta (ma adesso le barricate vengono mascherate con l’eufemismo “blocco basso”), argentini quasi sempre nella metà campo avversaria. Un dominio quasi totale, con qualche raro atto di ribellione, spesso individuale, degli africani. Nel primo quarto d’ora però Vozinha non ha fatto una parata, si è visto solo uno squillo di Messi con diagonale fuori. Poi finalmente è arrivata anche la prima parata, di facilità estrema, su una punizione calciata maluccio dallo stesso Messi.
Poi è successo qualcosa che in una vita di partite viste dal vivo o in televisione, forse, non ha eguali. Su un lancio verticale di Lisandro Martinez, Leo Il Magnifico ha stoppato la palla in una maniera totalmente inedita, orientando con l’esterno del piede sinistro il pallone verso il collo dello stesso piede sinistro, spedendolo in rete dopo un rimbalzo quasi impercettibile. Un gol (il numero 124 in Nazionale) semplicemente straordinario, un gol che solo lui in questo momento al mondo può segnare. Ovviamente non ci si può aspettare una reazione violenta di Capo Verde, che non ha la cifra tecnica sufficiente. Ha però provato ad alzare un po’ il ritmo in mezzo al campo per alzare il baricentro. Niente di sconvolgente, Argentina ancora in controllo totale. Prima dell’intervallo, Vozinha ha avuto tempo ancora per una parata, su tiro dal limite di Enzo Fernandez.
