Comunque vada …

Messi: “Qualunque cosa accada, questo gruppo ha scritto una storia che nessuno potrà cancellare”.

Se non fosse (si scherza) per la paura che questa sera a Lele Adani prenda un infarto mentre inneggia al Dios del calcio, saremo tutti curiosi di vedere e sentire che cosa riuscirà a combinare l’urlatore “poca tecnica e tanto casino”, ingaggiato dalla Rai per le sue telecronache.

Già solo il fatto che apriamo parlando di lui dimostra che i suoi calcoli sul personaggio che si è costruito, divisivo come Vannacci, sono azzeccati.

Ma non sarà certo lui il protagonista.

Parliamoci chiaro la Spagna è favoritissima e la paura che la Finale “non si giochi”, cioè che gli spagnoli ne facciano tre subito e fine della fiera, è piuttosto concreta.

Sono più squadra ed oggettivamente nei singoli sono più forti, quindi la classica Dracma la giocheremmo su di loro … ma …

Ma tutti, o quasi, speriamo che vada in modo diverso e che gli dei del calcio ci regalino un finale degno per il percorso di Messi in nazionale.

Abbiamo sempre preferito CR7, ma alla fine della fiera quando il fisico è venuto meno per gli anni che passano, la classe incredibile di questo giocatore è venuta fuori in maniera prepotente. Il suo cross per la testa di Lautaro che porta l’Argentina in finale vale tutto il mondiale … teleguidato, inesorabile, perfetto, all’ultimo secondo utile in modo tale da non dare possibilità di replica.

Si senza mezzi termini vorremmo passare la serata a goderci la vittoria dell’Albiceleste, guardando e riguardando festeggiamenti, lacrime di gioia e Buenos Aires che esplode di gioia, ma la realtà spesso non coincide con i desideri, anzi quasi mai!

Le sensazioni ci sembrano quelle della finale del 2006 con i nostri protagonisti, nettamente sfavoriti contro la corazzata francese, derisi e criticati ma alla fine vincenti, ci piacerebbe vedere gli sfavoriti vincere come il Verona dell’appena scomparso Osvaldo della Bovisa … uff ma quanto tempo è passato, troppo!

Chiudiamo con le parole di Leo che ci commuovono perché comunque segnano la fine di un’epoca calcistica fatta di dribbling e romanticismo che ci ha accompagnato per un lungo tratto della nostra vita.

La cosa più bella di tutti questi anni non sono solo i titoli, ma l’intero percorso. Condividere ogni giorno con questo gruppo, competere insieme, rialzarsi nei momenti difficili e godersi ogni passo“.

Grazie a tutti i miei compagni, allo staff tecnico e a tutte le persone che lavorano ogni giorno per mantenere questa squadra una famiglia. Qualunque cosa accada, questo gruppo ha già scritto una storia che non dimenticheremo mai e che nessuno potrà cancellare. Forza Argentina!“.

Redazione

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