Ancora a secco gli attaccanti bianconeri.
“La Juventus poteva ribaltare la partita e fare il goal del 3-2, ma ha perso gli equilibri andando in otto a recuperare un pallone. Sono stato io a stimolare i giocatori per andarla a vincere, ma forse hanno eseguito troppo alla lettera quello che avevo chiesto perché sono andati in troppi in area avversaria per provare a segnare. Se rimaniamo in tanti sopra la linea del pallone lasciamo questi spazi e la colpa è sicuramente nostra, ma nasce tutto dalla volontà di voler vincere la partita”.
Luciano Spalletti, nel corso della classica intervista post partita, si è assunto la responsabilità della sconfitta in trasferta in casa del Sassuolo, arrivata nei secondi finali con il goal dell’ex da parte di Adzic.
Kolo Muani non tira praticamente mai: i suoi tiri totali a partita arrivano a una media di 0.5. Un dato troppo basso per un attaccante d’area di rigore, specialmente se unito ai soli 34.8 tocchi a gara, al 17% di dribbling riusciti e al 29% totale di contrasti e duelli vinti. Oltre alle occasioni, sta mancando la giusta aggressività e passione che un attaccante della Juventus deve possedere per conquistarsi il posto da titolare e la fiducia nei prossimi anni.
Woltemade ha cercato maggiormente il dialogo, ha partecipato alla costruzione della manovra, ma non ha fornito quella giusta caparbietà al reparto offensivo bianconero, con quel colpo di testa nel finale non concretizzato che rappresenta un po’ l’immagine della Juventus odierna.
