Tra i nuovi Alajbegovic è il più avanti nel processo di inserimento, mentre Sarr è arrugginito e ancora indietro
Tutto aiuta: una vittoria all’esordio in Europa League, il primo gol di Woltemade, il ritorno di Kolo Muani in versione bomber, le garanzie date dall’esordiente Grabara, gli zero gol presi nei novanta minuti contro il Nec
Luci e ombre arrivano dall’impiego dei nuovi giocatori. Però c’è un segno “più” che rappresenta un segnale importante per i bianconeri: si chiama Alajbegovic. La sua è stata una progressione, dalle prime timide apparizioni in questa squadra alle buone partite contro Milan e Sassuolo, fino al gol e alle giocate spettacolari contro il Nec. Quindi: Alajbegovic promosso. Il processo contrario è stato quello di Celik.
In agosto, appena arrivato dalla Roma, andava come un treno. Corsa e continuità. Ma giocava a destra. Poi si è dovuto spostare a sinistra e c’è stato un calo. Nella prima ora contro il Nec è tornato a destra, ma senza grandi scossoni se non il gol del 4-0 da un metro. Giudizio: rivedibile con ottimismo.
Il lavoro più complicato da fare è quello su Sarr, che non sembra ancora in grado di seguire alla perfezione le indicazioni di Spalletti.
Piccoli sprazzi di vero Woltemade e un rigore segnato con freddezza suggeriscono che il tedesco merita fiducia, magari provando qualche volta a farlo giocare in coppia con Kolo Muani, come è successo per uno spezzone di partita. Il francese ha messo in mostra uno spunto sulla sinistra concluso con un assist per Celik che vale quasi una promozione.
Nico Gonzalez e Douglas Luiz non sono giocatori nuovi a tutti gli effetti, sono tornati da prestiti e sono tornati bene, con più continuità nei novanta minuti di una partita, con cognizione di quello che fanno in campo.
