Alla fine abbiamo capito tutto.

Pecco Bagnaia a fine gara si lascia scappare i veri motivi per cui non riesce a vincere.

Gara emozionante nei primi giri ma poi l’avantreno di Pecco inizia a fare i capricci ed alla fine chiude al 4° posto, per il tripudio di Dall’Igna che vede il suo pupillo vincere al Mugello con lo scudiero di famiglia Alex secondo ed un sorprendente Diggia terzo.

Poi si scoprono gli altarini.

Iniziamo dal terzo posto di Di Giannantonio. Il bravissimo pilota italiano è felice ed anche convinto che con qualche giro in più avrebbe preso Marquez Due, parla anz chiacchera con MM93 e gli dice chiaramente la 2024 va più forte della 2025, Marquez abbozza e poi si sente un ma non si può dire. Apriti cielo allora Bagnaia aveva ragione.

Poi arriva Pecco visibilmente triste e frustrato per la gara e per il risultato e parlando a ruota libera ci spiega finalmente che cosa non va nella sua moto.

Riassumendo dice che: fino a quando la gomma anteriore tiene lui riesce a guidarla bene (si è visto) rimanendo competitivo, poi appena degrada vengono fuori le caratteristiche della nuova moto, la moto diventa sottosterxante e tende a chiudere e per il tipo di guida di Marquez che punta gomito e ginocchio per terra è l’ideale, ma non per lui che ha una guida più lineare … lo sterzo si chiude e rischio di finire per terra.

Allora abbiamo capito: la moto è stata concepita per la guida di Marquez, privilegiandolo a discapito di Pecco.

Che ci fosse qualcosa che non andava anche i più tonti lo avevano capito ed ora Dall’Igna dovrebbe almeno avere il buon gusto, visto che la verità non l’ha mai detta, di tacere.

Dopo le parole di Pecco l’imbarazzo nello studiolo di Sky e palpabile, tolto Sanchini che evidentemente non deve niente a nessuno, sono tutti in silenzio tranne Guido Meda che da gran volpone e navigato frequentatore del Motorsport, cambia subito discorso.

Che ora per lo meno si smetta di sbandierare il tricolore per la Ducati che di Italiano ha solo la sede geografica perché tutto il resto … lasciamo perdere.

Dall’Igna, Ducati, Tardozzi e compagnia cantando ora non si possono più nascondere dietro un nemmeno troppo velato Pecco deve ritrovare la voglia e l’aggressività perché i veri motivi ora sono chiari: Marquez deve vincere almeno 10 titoli, superare l’odiato Valentino ed i 100 GP vinti.

Detto che a Valentino di quanti titoli vincerà Marquez non gliene potrebbe fregar di meno, la figuraccia della Ducati è palese e aggiungiamoci anche che pur di centrare l’obiettivo hanno fatto partire il Campione del Mondo in carica, che aveva vinto con una Ducati privata.

In Audi saranno finalmente felici.

Redazione

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