Scelte sbagliate di Spalletti.

I giocatori “scartati” in estate puniscono lui e la Juve.

La sconfitta della Juventus sul campo del Sassuolo è più pesante per il modo in cui è arrivata che per i tre punti persi dalla Vecchia Signora. Il ko al Mapei Stadium, oltre che una sconfitta del maestro Spalletti contro l’allievo Aquilani, è stata una sconfitta determinata da una grande confusione che questa sera si è vista in casa Juve, in campo e in panchina.

Detto che la formazione iniziale della Juventus era quasi obbligata, soprattutto a centrocampo, viste le numerose assenze dovute agli infortuni, sono i cambi e la gestione del finale di partita, da parte di Spalletti e di numerosi giocatori, a destare qualche perplessità.

L’ingresso di Zhegrova ovviamente è stato azzeccato, vista la doppietta realizzata dal kosovaro, ma resta qualche dubbio sull’uscita contemporanea (per Zhegrova e Woltemade) di Conceicao e Nico Gonzalez. A uscire, probabilmente, sarebbe dovuto essere Kolo Muani, anche questa sera un fantasma. Spalletti invece ha insistito, e nel dopo partita ha spiegato che intende proseguire nel concedere fiducia al francese.

Le praterie lasciate al Sassuolo al 94′, in trasferta, non sono né da grande squadra, né da ‘squadra’, e fanno riflettere su come Spalletti sta gestendo il materiale tecnico a disposizione. Non da meno sono le colpe di chi era in campo, soprattutto da parte dei giocatori più esperti, capitan Bremer in testa.

La serata per la Juventus si chiude in modo paradossale: mentre gli attaccanti (Kolo Muani e Woltemade) non segnano, l’ex Adzic (in prestito al Sassuolo) castiga la Juventus. E altri giocatori che hanno lasciato la Juve stanno segnando e facendo bene: Vlahovic, Openda, Licina e, da stasera, persino David, in goal per la prima volta con la maglia dell’Atletico Madrid.

Redazione

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