Oggi si ascoltano Jesus e Acerbi

Per l’Affaire Jesus – Acerbi attesa entro una settimana la decisione della Procura Federale.

Tempi strettissimi per arrivare ad una conclusione prima dell’inizio del campionato dopo la sosta per la Nazionale.

Il capo della Procura federale Giuseppe Chinè vorrebbe chiudere possibilmente in pochi giorni il caso Acerbi-Juan Jesus sul presunto insulto razzista partito dall’interista nei confronti del brasiliano del Napoli.

L’ intenzione è quella di consegnare entro sabato la relazione al Giudice Sportivo che aveva chiesto martedì un supplemento di indagine alla Procura.

Per farlo, serve naturalmente l’audizione dei due giocatori coinvolti nella spiacevole vicenda.

Il primo ad essere sentito sarà Juan Jesus che dovrà raccontare quello che è successo domenica in Inter-Napoli. Ieri, in serata, s’era anche sparsa la voce che Juan Jesus, di rientro da una mini-vacanza, si fosse messo subito a disposizione della Procura, ma non ci sono stati riscontri in tal senso. Anzi, secondo calendario Juan Jesus dovrebbe essere ascoltato oggi, mentre ad Acerbi toccherà domani, in videoconferenza dalla Pinetina, affiancato dall’avvocato del club nerazzurro.

È probabile che la Procura ascolti anche l’arbitro del match, il romano Federico La Penna.

Inoltre il Capo della Procura Federale Chinè ha già acquisto le immagini per la prova tv. La Procura, infatti, quando effettua i controlli gara, oltre ai tre ispettori che si trovano in campo in Serie A per relazionare tutto ciò che accade sul rettangolo di gioco e fuori, ha anche un altro uomo che da casa registra la partita per poi segnalare gli episodi meritevoli di attenzione. 

La vicenda che sembrava chiusa in campo, con le scuse di Acerbi non poteva comunque fermarsi li in qualunque caso perchè, quando Jesus ha richiamato l’attenzione del direttore di gara ha dato il via ad una catena irreversibile di eventi. L’ arbitro a quel punto era costretto a mettere a referto l’accaduto.

Ora Acerbi parla di un fraintendimento asserendo di aver detto “ti faccio nero”, dispiace constatare che il giocatore sia stato lasciato completamente solo, in primis dal suo Procuratore ma anche dalla Società Inter, che avrebbero dovuto impedirgli di parlare esponendosi così ad ulteriori problemi e rilasciando dichiarazioni solo da terze persone in sua rappresentanza.

L’impressione è quella che per una leggerezza dialettica, siamo certi che il razzismo non faccia parte della vita di Acerbi, il giocatore che ha già perso la Nazionale e pensiamo non la vedrà più, andrà incontro ad una lunga squalifica, giusta se confermata l’accusa ma anche figlia dell’accanimento mediatico.

Redazione

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