Jas e Sarita con le altre italiane conquistano la Billy Jean Cup la Davis femminile.
Questa generazione di giocatrici, pur non essendo la più forte di sempre in Italia, è fatta soprattutto di una grande big e di giocatrici che, per il vissuto tennistico ad oggi noto, hanno avuto la maggiore delle qualità: saper prendere la parte migliore del proprio tennis, metterla in campo e ribaltare un certo tipo di gerarchie.

Questa squadra ha chiare varie cose. La principale: Jasmine Paolini. Che è colei che sta idealmente connettendosi proprio a quella grande generazione per esserne lei stessa continuazione. Lo sta facendo con pieno merito, lo dimostra con i fatti: a un 2024 di esplosione a questi livelli ha fatto seguire un 2025 che non è stato bellissimo negli Slam, ma che, sul circuito WTA, le ha procurato enormi soddisfazioni (su tutte la vittoria di Roma). La top ten è rimasta tale, la lotta per le Finals è sempre lì, Coco Gauff non sa più come fare con lei, le altre big sanno di non poter scherzare con lei.
Accanto a Paolini va rimarcato il contributo di Elisabetta Cocciaretto. Con Lucia Bronzetti fuori causa fin dall’arrivo a Shenzhen (pubblicamente si sarebbe scoperto dopo la finale), è toccato alla marchigiana reggere per intero le sorti dell’Italia nei primi singolari.
E su questa Coppa ci sono anche le mani di Sara Errani, che ha aiutato Paolini in un doppio praticamente dominato contro Lyudmyla Kichenok e Marta Kostyuk.
38 anni e ancora tanta voglia, nonché conoscenza abbastanza ampia del tennis da saper creare qualsiasi cosa per sé o per Jasmine: questa è la bolognese, che entra ufficialmente nel club dei record. Perché tra le italiane 5 coppe non ce l’ha nessuna. E a livello internazionale sono in pochissime.
